Barcollo… ma non mollo! 2019

 

BARCOLLO  – 2019

23 NOVEMBRE

Mi chiamo Lollo … anche se tutti  mi chiamano in un altro modo; io preferisco Lollo perché è più familiare,  più intimo, ma ancora non vi svelerò il mio vero nome perché prima ho da raccontarvi una storia.

La mia vita dura una notte, di solito verso fine novembre, da così tanti anni che ormai ne ho perso il conto  e, anche in questo 2019 è arrivato il mio momento per essere ricordato dai ragazzi del Gate32 Milano Chapter.

Ognuno quando mi incontra si trova a dover fare i conti in primis con se stesso, con la sua anima più intima, con il suo io più profondo, con le proprie certezze ed insicurezze; perché nel buio della notte ci siamo solo lui ed io, nonostante i “lui” siano tanti singoli. Ciascuno è libero in questa notte magica di far vagare la propria mente ed il proprio spirito unitamente alla propria moto sull’asfalto in un viaggio negli spazi più ampi o negli angoli più reconditi  del mondo circostante ; un viaggio nel viaggio alla scoperta di un mondo nuovo sia fisico che spirituale per incontrare e superare i propri limiti per poter finalemente dire : “Ho fatto anche questo …e mi è piaciuto !”.

Come ogni anno il “Viaggio”, la vera essenza della mia esistenza, è segreto, solo pochissimi lo conoscono affinchè io venga conosciuto ed apprezzato un poco alla volta; solitamente colui che mi crea è chi guida il gruppo in un susseguirsi di prima sali e scendi poi, curve e controcurve, rivelando con la giusta parsimonia cosa viene dopo e dopo ancora.

Paolo Clerici, l’Head Road Captain, una vera certezza per il Chapter è colui che mi rivelerà in questa mia vita del 2019, colui che farà si che io venga ricordato per lungo tempo nei mesi successivi prima della mia rinascita l’anno seguente.

Andiamo però per gradi perché è venuto il momento che io vi racconti cosa è successo questo 23 novenbre.

Il ritrovo è alle ore 19.30 all’area di  servizio San Zenone, il caffè è d’uopo per evitare eventuali perdite di concentrazione e alle 19.40 si ingrana la prima. Il gruppo dei temerari è composto da 23 persone, tutti pronti, atrezzati e preparati perché sanno che incontrarmi può non essere uno scherzo perché molteplici possono essere le insidie.

Piove… un pezzo relativamente breve viene fatto in autostrada per inziare a prendere confidenza con la notte, a Fiorenzuola si esce, l’acqua è pesante e la visibilità scarsissima; ormai intuisco che la conoscenza con il sottoscritto sarà impegnativa ed il caffè è stato superfluo, giusto un pretesto per due chiacchiere, la ”Mia” notte li terrà svegli , anzi sveglissimi. La direzione è alla volta di Castel’Arquato, dove inizia la strada conosciuta come “La Val D’Arda”.

Il mio viaggio vero e proprio ha inizio : ed è così un susseguirsi di salite e discese, curve e controcurve che raggiunge prima l’abitato di Bore e poi quello di Bardi. Se si vuole dirla tutta questi continui cambi di direzione  si intuiscono, sono quasi fatti con l’istinto di ognuno perché non si vede …Niente! Da sfondo infatti mi fanno un buio pesto, una pioggia fortissima e le nuvole basse.

Di altri mezzi a due ruote ovviamente neanche l’ombra, se no che intimità ci sarebbe ; ogni tanto 2 fari di un auto bucano il nulla , ma sono solo una fuggevole apparizione nel buio della notte, ed ecco che per farli sentire meno soli in quella terra mando loro un’essere vivente, un cerbiatto, che  attraversa la strada di Paolo a pochissimi metri, ma che illuminato dal suo faro ci ripensa e torna indietro, meglio lasciarli andare per questa volta. La visibilità non può neanche dirsi pessima, è praticamente inesistente, insomma ce la sto mettendo tutta per farmi detestare ma alla fine vediamo chi avrà ragione.

Passato il  centro abitato di Bore con qualche luce qua e là, il manipolo transita davanti ad una trattoria in mezzo al nulla, c’è un gruppo di persone che sta uscendo sotto una pesantissima pioggia che non accenna minimamente a smettere, camminando sul ciglio della strada sente il rombo dei motori e si gira e con gli occhi sgranati , guarda passare questi 23 spettri incappucciati chiedendosi se l’apocalisse era ormai vicina.

Più avanti, in prossimità del Passo del Pellizzone c’è la neve a bordo strada, adesso anche il freddo comincia a farsi sentire, quando faccio le cose mi piace farle bene perché poi possa venire apprezzato… poi però…

Le strade sono un manto di foglie bagnate, scivolare è un attimo, ed è così che l’attenzione da alta passa ad altissima. La bella piazza di Bardi accoglie i centauri per la sosta tecnica , sempre sotto l’acqua tutti bevono dalla stessa fiaschetta dell’ottima grappa offerta da Yurj che in quel momento è diventato un provvidenziale San Bernardo, un buonissimo caffè ristoratore a cui ha provveduto Andrea detto “Il Malde” e del favoloso cioccolato offerto da Ricky l’Avvocato . La sosta dura giusto il tempo necessario per dare un minimo di tregua alle articolazioni ma non troppo per evitare che i muscoli si raffreddino e l’attenzione cali, si riparte così alla volta di Borgo Val di Taro.

Ormai la pioggia è inarrestabile, addirittura in mezzo alla strada ci sono rane che saltano di qua e di là scambiando l’asfalto per il proprio stagno. Ecco che, sempre per non farli sentre soli mando loro incontro attraverso la strada altri cerbiatti,  creature fatate che rendono l’idea di un mondo incantato.

Altro passo e altra neve a bordo strada.Il percorso si snoda e quanto si sente intorno è il rombo dei 46 cilindri che si muovono all’unisono verso il passo della Cisa dove più si sale e più freddo fa . La mezzanotte è passata, e la mia vita ha superato la metà; i vari centauri continuano a pensare e lasciare andare la propria mente, c’è chi la fa scorrere sull’asfalto con la propria moto, chi evoca un pensiero felice per riscaldarsi, chi ha tutti i sensi allerta per non perdersi un attimo di quello che sta facendo e chi pensa “ ma chi me lo ha fatto fare”, insomma ho capito che  tutti e 23 si ricorderanno di me, bene !

Questi baldi giovani hanno bisogno di un po’ di carica ed è così che un gruppo di ragazzi in un paese li guarda ed inizia a esultare e con le braccia alzate dando loro lo sprone a continuare. Ecco il Passo della Cisa, sempre neve a bordo strada, ma finchè è lì tutto va bene, è il momento della foto di rito, subito dopo inizia la discesa verso Pontremoli, la strada è un tappeto di foglie bagnate e non bisogna perdere un minimo di concentrazione. Arrivati a Pontremoli il diluvio universale si scatena, le strade si trasformano così in torrenti e le moto diventano dei mezzi anfibi, ma siamo quasi alla fine del viaggio.

Poco prima delle 2.30 li porto ad Aulla, la destinazione finale. Li guardo uno ad uno e quello che vedo mi piace moltissimo occhi stanchi ma sorridenti, ce l’hanno fatta! il loro orgoglio è al massimo ed io ho assolto la mia missione, li ho resi un po’ più forti e consapevoli delle proprie capacità .

Non si vive però di sole soddisfazioni, ci vuole anche qualcosa di tangibile da mettere nello stomaco, qualcosa di buono e … caldo soprattutto. Si inizia così con dei buonissimi quadrotti in brodo preparati a mano in giornata dalla mamma del proprietario dell’hotel per passare all’arrosto con patate. Tutto accompagnato da del buon vino rosso. Per dolce li attende un’ottima torta innaffiata con bottiglie di bollicine offerte dall’Avvocato  Ricky , un ottimo referente per questo Barcollo.

Christian “The Director “ consegna a tutti i partecipanti la pezza , vista come oro zecchino, che attesta la partecipazione all’evento e che ognuno porterà con orgoglio come un’onoreficenza militare.

Alle 5, un po’ provati, l’adrenalina sta ormai calando ed è venuto il momento di salire in camera per fare qualche ora di sonno, ammesso che il turbine di emozioni lo consenta.

E per l’indomani ? Vsto che abbiamo a che fare con dei milanesi, il tempo è una risorsa scarsa per cui alle ore 10.30 prima in giù e via lungo l’autostrada verso casa dove ogniuno arriva nel primo pomeriggio.

 

Ecco che così io devo salutare tutti, dopo aver visto ognuno rientrare alla propria dimora posso ritenermi soddisfatto, sicuramente i ragazzi lo sono, sono stati tutti bravi, tosti, irriducibili ; si parlerà ancora di me per un bel po’ fino a che non ritornerò nel 2020 dove un nuovo viaggio ci porterà insieme , dove la stanchezza e l’incertezza ci saranno sicuramente ma dove anche lo spirito del gruppo porterà tutti insieme verso la metà finale ,

Ecco perché per tutti il mio nome è

BARCOLLO… MA NON MOLLO…

… MAI !

E per l’anno prossimo… c’è tempo fino al 2020 !

… e quindi ,

Bilancio ?

POSITIVISSIMO PERCHE’ NOI SIAMO IL GATE 32 MILANO CHAPTER….

e la voglia di divertirsi non ci manca …

E ricordatevi sempre.

                  Prima in giù

                          e                                                                    

           …  tutte le altre in su

Stay Tuned

Vostro    Mauro  

C  U  On THE ROAD

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